martedì 2 agosto 2016

STUDIO APERTO

Tutti questi anni siete stati a chiedervi come si sarebbe chiamato il sesto album de LA TOSSE GRASSA, ma come state messi?... Beh, io lo sapevo dall'inizio che si sarebbe chiamato "STUDIO APERTO".
Non so se rimarrà il mio ultimo album ma sicuro è l'ultimo garantito dal contratto siglato con me stesso.
E' stato un parto difficile ma non è vero.
Oggi uno dei miei oompa loompa mi ha portato i cd vergini e quindi da ora ho messo il forno a pieno regime. Nei prossimi giorni un altro mi porterà le copertine per cui potrò passare all'assemblaggio. Di custodie ce n'ho una scorta sufficiente de llà, se non se sò biodegradate nel frattempo.
E insomma milioni di copie saranno pronte per il Finlandei, festa granna per il Culto della Tosse Grassa che come ogni anno senza eccezione alcuna si svolge il 13 agosto, che quest'anno capita pure di sabato, pensa te!
Sarà un jewel case (è finita l'era del digipak...) e costerà come da tradizione 5 neuri.
Per agevolare il vostro toccarvi ora vi titillerò gli appetiti coi sacri titoli:

1. Selena Gomez Nuda
2. Per Fare Brutto
3. Gay Porn 2 - La Vendetta
4. C'Ho Un Pokémon Raro Nelle Mutande
5. 4100
6. Sangue, Pocce E Vì
7. Mutilati Da Guerra
8. Luca Era Vegan
9. Kabobo Uccidi Ancora
10. Fanno Domanda
11. Degrado Blitz
12. Sono Io Quelli Che Restano

E questa ne è l'insoddisfacente copertina:







venerdì 29 luglio 2016

STUDIO APERTO (album trailer)

Prima che mi si sbrani, sebbene in leggero ritardo
ecco qua l'album trailer di "Studio Aperto", sesto album
de LA TOSSE GRASSA, conclusione dell'esalogia.
vedrà la luce per il Finlandei 2016 (13 agosto, of course).
E' un macello.







lunedì 21 marzo 2016

L'Antilogia de La Tosse Grassa

La gente è matta. Pertanto hanno deciso di produrmi un'antologia in vinile ora, nonostante il mio piano esaennale non fosse ancora concluso. E io li ho lasciati fare.
I tossici in questione si firmano APACEC e Brutta Botta e, col codice CECREC001 lo scorso venerdì 18 marzo 2016 hanno buttato fuori sto vinilozzo nero con copertina gatefold assemblata a mano. Un'edizione limitata di 250 copie numerate a mano finemente illustrate da quell'altro tossico di Nicola Alessandrini.
Con la faccia mia.


La creatura è stata intitolata "L'Antilogia", è audibile e costa la bellezza di 15 neuri. Fondamentalmente è uno status symbol quindi cacate poco il cazzo, se la volete sapete come fare. Questa la tracklist:

a1. DRAMATIC CAROTA
a2. MENTALITA'
a3. PEZZI DI FICHE
a4. TUTTE MOSCHE
a5. SONO IO IL SUFFRAGIO UNIVERSALE
a6. BURZUM DUE
a7. PADRE MOSTRO
a8. TI APRO IL CULTO
a9. GHIGLIOTTINA E LANCIAFIAMME

b1. METANARO
b2. FEMMINICIDIO
b3. MARCHIGIAN ROUTINE 2
b4. LO VUOI NEL CULO
b5. TERREMOTO
b6. RITARDO MENTALE
b7. C'HO UNA PERSONA DENTRO
b8. SONO IO L'AUTOCRITICA MUSICALE
b9. ROBUSTE DOSI DI CAZZO






lunedì 7 dicembre 2015

Recensione di "TG5", da KATHODIK

Ed arriva anche il quinto capitolo della saga grottesco-demenziale de La Tosse Grassa, artista(?) di dubbie capacità, che comunque continua a ricevere un consenso non trascurabile dal pubblico, anzi dal suo pubblico, che il musicista(?) recanatese continua ad accontentare con l’ennesimo disco fatto di collage di pezzi altrui e liriche eleganti come una gara di rutti in una cantina di paese. L’unica cosa che forse potrebbe sorprendere di ‘TG5’ è la minor veemenza delle liriche, che il nostro geniale paroliere(?) si sia un po’ rammollito o che abbia finito le idee? I Tool ci stanno mettendo dieci anni a far uscire un nuovo disco, forse per il cantante(?) irriverente marchigiano fare un disco all’anno è troppo presuntuoso. Ma onestamente, ha senso disquisire seriamente de La Tosse Grassa? No. Ergo, buon ascolto(?).


voto: 2,5 su 5

Davide Giustozzi, KATHODIK
www.kathodik.it

mercoledì 25 novembre 2015

Recensione di "TG5", da DISTORSIONI

Dalle avanguardie storiche alle avanguardie statiche. “TG5”, Il quinto disco di La Tosse Grassa è la consueta incrostazione di loop rappresi in grado di trasmettere infezioni linguistiche provenienti dalla più oscura provincia. Anche l’ironia è lorda e appestata dal tanfo di posture della logica assunte solo in alcuni caratteristici bar ben individuabili dalla presenza di singolari panni in plastica fiorata a coprire tavoli da plastica non fiorata. Girone della Merda racconta di conversazioni orecchiate e di polisemicità indotta da assenza di pensiero. Se nel girone della merda di pasoliniana memoria i protagonisti erano indotti a mangiare escrementi di produzione propria nello stesso girone de La Tosse Grassa assistiamo al processo di espulsione di ciò che era stato ingurgitato, la merda si fa verbo. E il verbo si fa carne nel Metanaro, uno sberleffo al vezzo blasé per lo scrostato e il malaticcio vero cavallo di battaglia dei flaneur di ogni epoca e di ogni grado di maledizione; Metanaro è un inno alla decadenza tardo industriale e ai detriti intellettuali lasciati dalla piena Tondelliana di qualche anno fa.

La Tosse Grassa non risparmia nessuno, lancia anatemi, apostrofa senza ritegno, si fa gioco di ogni velleità e ha la serietà per non averne alcuna. È inutile andare a ricercare i nomi e cognomi (Brondi, Offlaga Disco Pax, Ligabue) ma non perché la Tosse Grassa non ne faccia, ma perché ne fa troppi, le citazioni si rincorrono e i riferimenti esorbitanti ed esagitati fanno di questo brano e di “TG5” la più grande opera post-moderna fuori tempo massimo mai comparsa in Italia. E beninteso, senza alcun sarcasmo. Tanto più che “TG5” è frutto di un'ossessiva cura del frammento sonoro/linguistico. Non importa sapere da dove proviene cosa perché ogni copia/incolla è la costruzione di un nuovo mondo in cui ogni riferimento non ha più senso se non nel nuovo orizzonte. È il caso di Solo Battisti, un concentrato di luoghi comuni della canzone rock che si lascia apprezzare per essere un collage dada di frasi estrapolate dalla grande produzione Battisti/Mogol. Allo stesso modo la costruzione musicale complessiva fatta di campionamenti selvaggi, ripetitivi, accostati spesso senza alcuna necessità narrativa ne fanno l’imitazione sguaiata di una imitazione sguaiata (il pop commerciale vagamente dance).

E da “TG5” se ne esce con la stessa felicità imberbe che ci accompagnava tornando a casa dopo una giornata passata sulle macchine a scontro nella festa del paese: le mani nelle tasche vuote e la sensazione che tutto sarebbe stato diverso se la coda di volpe dei calcinculo lì in alto non ci fosse sfuggita proprio all’ultimo per pochi millimetri.




Luca Gori, DISTORSIONI
www.distorsioni.net

martedì 10 novembre 2015

Recensione di "TG5", da ROCKIT

Dopo cinque anni e altrettanti album, è arrivato il momento di avanzare qualche perplessità sulla produzione di Vanni Fabbri, aka La Tosse Grassa. Uno che non ha mai saputo rinnovarsi di un millimetro: stesse situazioni, stessi mash-up, stesse bestemmie. Ecco, pensate sul serio che una critica simile possa essere mossa nei confronti del musicista marchigiano? Dai, facciamo i seri: qualcuno pretende forse che un giorno Fedez (nome scelto non a caso) possa convertirsi alla tradizione klezmer o che Zucchero la finisca di scopiazzare gli spartiti altrui? E allora perché non dare a La Tosse Grassa quel che è della Tosse Grassa? Perché non riconoscere che la sua formula continua a funzionare? Perché non ammettere che i suoi copia e incolla sono efficaci come sempre?

Da queste parti non c’è problema. Facile definire “TG5” come il solito condensato di musica altrui rimescolato nell’usuale modo scientifico, accompagnato dalla competenza e dalla genialità alle quali Vanni ci ha abituato. Il gioco di riconoscere chi e cosa si nasconde tra le canzoni della Tosse Grassa è un must. Anche stavolta il divertimento è assicurato, citazioni d’obbligo per l’“esordio” dei Velvet Underground e per l’inserimento della sigla dello spot (quello degli anni ’70) del Fernet Branca. Ma in mezzo al calderone c’è tanto, tanto di più.

Anche la veemenza dei testi del Fabbri gioca un ruolo fondamentale: irriverenti e sporcaccioni, autoironici (“Sono io l’autocritico musicale”), spesso legati al natio borgo selvaggio e dintorni. Tuttavia non sempre facili da comprendere (come “Solo Battisti”, un collage di frasi e titoli di canzoni made by Mogol) e forse un pizzico meno brutali che in passato: mancano pezzi come “Lo vuoi nel culo”, o “Matrimonio gay”, peraltro assurti a ruolo di classici. Tutto quel che volete, ma non si dica che la Tosse Grassa non sia in grado di andare oltre se stesso: non è quel che cerca. E, soprattutto, non è quel che il suo zoccolo duro ha intenzione di chiedergli.




Giuseppe Catani, ROCKIT
www.rockit.it

lunedì 9 novembre 2015

Sono Io L'Autocritica Musicale

Ed eccoci qua, giunti alfine al traguardo! Questo è l'ultimo lunedì in cui vi farò dono di brani tratti dall'ultimo album de La Tosse Grassa perché siamo giunti al dodicesimo brano, l'ultimo, vale a dire "SONO IO L'AUTOCRITICA MUSICALE". Mi esce una lacrimuccia, anche perché ho una palpebra gonfia dall'alcole. Poi mi passa. E voi? Come farete? Qualcosa ci inventeremo, voi nel dubbio organizzatemi degli spettacoli dal macellaio sotto casa.
Che il Porcoddìo del Degrado sia con voi!


il pezzo:






il testo:



allora, cosa dire di questo disco di ltg
al quinto appuntamento sulla lunga distanza
sempre lo stesso stile come gli ac/dc
l'unica novità è che gli è cresciuta la panza

la formula non è cambiata, siamo abituati ormai
dodici canzoni che parlano di gente coi guai
un mashup mediamente di buona qualità
su cui si poggia una voce come sempre pessima

non è solo un difetto di missaggio e di registrazione
è che il nostro ha problemi con tempo e intonazione
nonostante ciò si ostina a vedersi tra i bardi
sarà perché abita vicino casa leopardi

però le canto
e pure tanto
alza il volume
spacca l'impianto

però le ballo
anche se è callo
me ce mbriaco
e me ce sballo

poi che palle quando fa l'autoreferenziale
la canzone recensione ne è un esempio palese
vuole fare il brillante però gli viene male
con quell'ironia sessista, provinciale e borghese

per il pubblico del trash non sarà soddisfacente
non c'è un brano sulle ruspe e bestemmie poco o niente
tuttavia sui contenuti non si è regolato affatto
tocca temi delicati col suo solito tatto

oltremodo negatìvo e deprimente il ton
forse avrà ascoltato troppo i dischi dei darkthrone
ci viene il dubbio che il tipo sia proprio psicopatico
la cosa preoccupante è che a qualcuno sta simpatico

però le canto
e pure tanto
alza il volume
spacca l'impianto

però le ballo
anche se è callo
me ce mbriaco
e me ce sballo

per finire due parole su quell'espediente paraculo
del voler citare a tutti i costi gli swans

per non parlare poi del momento doppiamente paraculo
quando cita il fatto che prima aveva citato gli swans
e per giunta infila in maniera forzata le frasi nelle strofe
anche se stando a metrica e rima non ci vanno per un cazzo

però le canto
e pure tanto
alza il volume
spacca l'impianto

però le ballo
anche se è callo
me ce mbriaco
e me ce sballo

quanto me gusta
ma quant'è bello
se non te piace
pocciame u cello



gli ingredienti:



Ligabue - "Libera Nos A Malo" (1991)
https://www.youtube.com/watch?v=NpVcuUHJTEw

Mimmo Amerelli - "Alla Consolle" (1999)
https://www.youtube.com/watch?v=BxJe3pATUvI

Lili & Susie - "Oh Mama" (1987)
https://www.youtube.com/watch?v=cssP_w230z8

Billy More - "Up & Down (Do Not Fall In Love With Me) (Pulsedriver Remix)" (2000)
https://www.youtube.com/watch?v=mBQ1ZFAcPbg